I corsi di musica secondo la MLT tengono conto delle diverse fasce d’età.
I bambini fino a 3 anni frequentano le lezioni accompagnati da un genitore o da un accompagnatore, mentre a partire da 3/4 anni frequentano senza accompagnatori, in gruppo assieme ai loro compagni (gli accompagnatori attendono in uno spazio adiacente).
La durata delle lezioni è calibrata sulla capacità di attenzione dei bambini.
Più sono piccoli, più la loro attenzione è intensa, ma di durata inferiore rispetto a quella di un adulto.
Si può dire perciò che assorbano e apprendano più velocemente, ma stancandosi di più, necessitando più pause.
Per i bambini di 0-3 anni le lezioni durano generalmente 30’/40’ effettivi (escluso il momento dell’arrivo, sistemazione e partenza).
Per i bambini di 4-5 anni durano 40’/50’.
Per i bambini dai 6 anni le lezioni durano 60’/70’.
Corsi per bambini di 0-6 anni
Lo sviluppo dell’Audiation prevede di incoraggiare e potenziare un ascolto attento e analitico, fin dai primi giorni di vita, che è strettamente connesso alla capacità di mettersi in relazione tra adulto e bambino. Al formarsi di un’immagine mentale musicale (l’Audiation, appunto), si invoglierà a collegare orecchio e voce con un percorso di riproduzione accurata di un insieme di suoni o di ritmi proposti dall’insegnante. Da parte del bambino/a più che di “imitazione” si tratterà di comprensione della proposta dell’insegnante e della volontà di fornire una risposta accurata. Più avanti, si lavorerà sulla coordinazione: ascolto – Audiation – respiro – movimento – voce, in seguito i bambini verranno condotti a individuare metro e tono di una composizione e a muoversi in modo sia libero, sia coordinato sulla musica: tutto ciò ovviamente in relazione alle caratteristiche proprie dell’età.
Durante il percorso, l’adulto (l’insegnante o il genitore) comunicherà con il bambino attraverso canti melodici e ritmici e accompagnamenti che presentano le seguenti caratteristiche:
- canti senza parole, proprio per aiutare il bambino a concentrarsi totalmente sulla musica proposta;
- canti brevi, perché l’attenzione dei piccoli è totale, ma limitata nel tempo;
- canti complessi, perché crediamo fermamente nel rispetto del bambino e per questo lo si vuole trattare da persona competente e completa, benché ancora giovane.
- canti vari, perché si vuole fornire agli allievi un vocabolario il più vario e completo possibile.
Durante la lezione, l’educatore musicale si preoccupa di collegare “contenuto musicale” e “contesto musicale“, parte e tutto, frammento sintattico o pilastro architettonico (armonico) della composizione e fluire totale. Questo avviene per gradi, con proposte musicali dell’insegnante, risposte dei bambini, rispecchiamenti e ricontestualizzazioni da parte dell’insegnante.
Un ruolo importante lo ha il silenzio, come momento interiore in cui il bambino può rielaborare la ricchezza di stimoli ricevuti e sviluppare la sua Audiation. Al termine di alcuni brani vengono proposte delle frasi musicali, i cosiddetti patterns, che servono a contestualizzare e analizzare ulteriormente ciò che si è ascoltato e allo stesso tempo servono come esercizi di riproduzione accurata, con la voce, di quanto ascoltato.
Dato che “il corpo sa prima che la mente comprenda”, citando Gordon, sappiamo che il movimento è di vitale importanza per i bambini e che la musica si apprende attraverso di esso.