Dicono di noi…

dalla pagina FaceBook @MpB.Musicaperbambini

OLIMPIA VACCA CONSIGLIA MUSICA PER BAMBINI.

Ieri alle 21:29 16/09/2018
Consiglio di cuore questa esperienza, arricchente sia per i bambini che per i genitori. È un’emozione osservare come il proprio bimbo risponde ai vocalizzi, alla musica, alle note, che vengono introiettate e trasformate in un piccolo ed iniziale bagaglio che lo accompagnerà per tutta la vita. Se tornassi indietro rifarei di certo questi incontri di musicalità assieme al mio bambino👍

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LAURA MASSEI HA RECENSITO MUSICA PER BAMBINI — 5 STELLA
25 marzo ·

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PAOLAMAT TAINI HA RECENSITO MUSICA PER BAMBINI — 5 STELLA
2 novembre 2017 ·
Per mia figlia Alice è stata una esperienza positiva, quasi terapeutica, un appuntamento settimanale che non voleva perdere.
Posso confermare che ha avuto stimoli che andavano al di là dell’ambito musicale, stimoli che la hanno aiutata nell’apprendimento, nella memoria, nell’attenzione, nella creatività e nella capacità di interagire con gli altri bambini.
BRAVA ANNA Cattoretti e GRAZIE! 🙂

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Martina Piotto ha recensito Musica per Bambini — 5 stella
1 novembre 2017 ·
Purtroppo è un percorso che si sceglie privatamente.. sarebbe bello se facesse parte della scuola, importante come imparare a leggere e scrivere!

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STEPHANY BORGHINI HA RECENSITO MUSICA PER BAMBINI — 5 STELLA
31 ottobre 2017 ·

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Eugenia Ta  ha recensito Musica per Bambini  — 5 stella
30 ottobre 2017 ·
Un’ esperienza unica: molto stimolante e nel contempo molto divertente!

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LAURA SCOTTI HA RECENSITO MUSICA PER BAMBINI — 5 STELLA
30 ottobre 2017 ·
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TIZIANA COZZOLINO HA RECENSITO MUSICA PER BAMBINI — 5 STELLA
30 ottobre 2017 ·
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Lucia Fontana ha recensito Musica per Bambini — 5 stella
17 maggio 2017 ·

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dal blog di Bruna Carvalho Bosshard
www.vogliocredereneimieisogni.com
(ora purtroppo inattivo)

Musica fin dalla nascita (e per tutta la vita) grazie a Gordon
07 SETTEMBRE 2011
Molto tempo fa, mentre allattavo Michelle, curiosando qui e là in rete lessi di una mamma che portava il figlio neonato ad un corso di musica. Avete presente l’illuminazione di Archimede? Ma perché non mi si era mai accesa su un argomento tanto caro, sia a me che a mio marito?
Cercando mi sono imbattuta sul sito dell’Aigam (Associazione Italiana Gordon per l’Apprendimento Musicale). Chiamai l’insegnante di riferimento della mia zona per iniziare una prova. Michelle aveva 3 mesi quando la portai alla prima lezione. Inizialmente non capivo bene, non mi ero informata moltissimo sul metodo. Sinceramente ero anche molto scettica. E invece, settimana dopo settimana mi rendevo conto di quanto Michelle stesse assorbendo, quanto rispondeva agli stimoli che riceveva.

Il teorema fondamentale della teoria di Gordon è che il linguaggio musicale può essere imparato nello stesso identico modo del linguaggio parlato: ascoltando.
Nelle lezioni di Musicainfasce si fa esattamente questo:
– si ascolta l’insegnante (sola o insieme ai genitori) che canta brani senza l’uso delle parole (in modo che il bambino si concentri sulle note, pause, lunghezze, sintassi musicale, ecc);
– si rispetta il momento di silenzio successivo ai brani cantati: (questa è la parte che più mi affascina) qui si possono osservare i bambini che elaborano la musica con tutto il loro corpo: si muovono, lallano, cantano, sorridono (o addirittura piangono se è una melodia triste!);
– l’insegnante risponde a tono alle note che emettono i bambini, in una sorta di “dialogo musicale”
– e così via.
Ecco qualche estratto dal libro “Ascolta con lui, canta per lui” di Andrea Apostoli e E. E: Gordon per capire meglio la Music Learning Theory:
“Nessuno “insegna” ai bambini a parlare: le competenze necessarie all’acquisizione del linguaggio si sviluppano spontaneamente, secondo un percorso fatto di assorbimentoe di liberi tentativi.
Il processo di acquisizione linguistica ha successo proprio perché, molto prima di ricevere un’istruzione formale, il bambino riceve una guida informale al linguaggio durante la quale gli adulti non esercitano pressioni e non impartiscono insegnamenti, ma lo lasciano interagire del tutto liberamente per un lungo periodo.
I bambini vengono avvicinati alla musica secondo un percorso del tutto inverso: i simboli significanti prima dei significati.
Durante la prima infanzia è fondamentale che il bambino venga lasciato libero di ascoltare e di assorbire la musica senza essere spinto o indotto a fare alcunché.
La modalità di relazione che vogliamo promuovere attraverso il canto è molto vicina a quella messa in atto quando si racconta una favola, o semplicemente si parla con il bambino, attendendo, fra una fase e l’altra, che possa interagire con piccoli suoni spontanei o con un silenzio tutto meraviglia e concentrazione, senza spingerlo a dare dimostrazioni di alcun tipo.”
Il libro è interessantissimo e utile anche per chi volesse dilettarsi in casa da autodidatta. Non mi ricordo quanto lo pagai, comunque viene con un CD contenente canti senza parole composti secondo i principi della Music Learning Theory. I canti possono essere proposti all’ascolto oppure cantati dagli adulti stessi, con l’aiuto del cd.
Qui in questo video c’è il progetto didattico musicale dell’Aigam: clicca qui.
http://www.myspace.com/video/vid/105265310#pm_cmp=vid_OEV_P_P
Secondo la mia visione delle cose la musica è fondamentale per la qualità della vita. Così come il cibo e l’arte. E penso che mettere un bambino in condizione di comprendere la musica in ogni sua sfaccettatura sia un regalo di inestimabile valore che un genitore può fare al suo bambino. Quando dopo pochi minuti di ascolto di una musica complessa mi rendo conto di aver già perso il filo sento una sensazione di fallimento e di impotenza che spero di poter risparmiare ai miei bimbi. Non ho la presunzione che diventino dei musicisti o dei geni; semplicemente li metto in condizione di poter comprendere e carpire meglio certi aspetti (meravigliosi) della vita.
Ho scritto un post su come si svolge “praticamente” una lezione: potete trovarlo qui.

Musicainfasce: come si svolgono le lezioni in pratica
16 NOVEMBRE 2011
Siccome incontro spesso persone incuriosite dal cosiddetto “corso di musica” che frequentano i miei bimbi ho pensato di parlarne in maniera più ufficiale qui, in modo da descriverlo un po’ e togliere qualche dubbio.
Dunque, il corso è basato sulla Music Learning Theory di Edwin Gordon. Se volete approfondire potete leggere questo mio post o andare direttamente sul sito dell’Aigam.
Quello che si svolge a Gallarate, in via Palestro, 5, è organizzato da Concerto Studiomusica. Qui trovate le risposte a moltissime domande (Quando cominciare un corso di Musica? – Il parere del Pediatra – Quando cominciare lo studio di uno strumento? ecc) e i dati per avere più informazioni tecniche.
Ora posso parlarvi della nostra personale esperienza. La nostra insegnante di riferimento è Anna Cattoretti, un corpo minuto e aggraziato che fa da involucro ad un talento infinito e una grande sensibilità. Una Donna sorprendente, affabile, disponibile, a cui non servono tante parole per comunicare.
La nostra lezione si svolge il venerdì, dalle 18:00 alle 18:40 (circa).
All’arrivo si indossano le calze antiscivolo e si attende che escano i bimbi più grandicelli che sono dentro a lezione. Poi piano piano entriamo tutti e prendiamo posto: è molto importante l’aspetto degli adulti come gruppo unico, unito, omogeneo, affiatato. I bambini devono percepire che gli adulti sono un’unità: noi siamo lì PER i nostri bimbi, cantiamo per loro, osserviamo l’insegnante, la rispettiamo e ci concentriamo per fare un buon lavoro per loro. Formalmente i bambini identificano tutto questo nel cerchio che formiamo noi adulti seduti composti uno di fianco all’altra. I bambini sono liberi di muoversi, ma la maggior parte, soprattutto durante la fase iniziale della lezione rimane vicino al proprio genitore.
Dei brani “fissi” scandiscono l’inizio e la fine della lezione, con relativo saluto.
Durante la lezione è vietato parlare.
L’insegnante inizia a cantare i brani: ad alcuni si sta ad ascoltare in silenzio, altri li accompagnamo con le nostre voci a seconda delle indicazioni di Anna, sempre molto chiare e precise.
Dopo ogni brano c’è un momento di assoluto silenzio (attenzione, non di immobilità: la musica rimane dentro i nostri corpi che possono continuare ad ondeggiare, o nel caso dei bambini, correre, camminare, gattonare ecc): questo è un momento magico. Ogni bambino tira fuori la musica a suo modo: chi appunto col movimento, chi canta, chi sussurra… E’ meraviglioso vedere come elaborano la musica in questi attimi di silenzio: letteralmente la metabolizzano, la digeriscono, la fanno cosa loro.

Questo è uno degli aspetti più belli che mi ha regalato questo corso: imparare a DARE IL TEMPO al bambino di mentalizzare, appropriarsi di qualcosa: che sia un concetto, un’emozione, una canzone o una ramanzina.
Quante volte vedo persone rivolgersi ai bambini più o meno così: “Allora come fa il cagnolinooo!??” e dopo esattamente due nanosecondi: “bau bau bau!!” Ma santa polenta! Perché non si dà il tempo a questi poveri tesori di rispondere? A volte bastano pochi secondi, altre anche qualche minuto. Ma loro SANNO. Molto, molto, molto di più di quanto non crediamo. Imparano a memoria canzoni, frasi, numeri e colori in una misura di tempo che a noi non è concesso nemmeno immaginarla. Basta dargli il loro spazio.

Alcune volte Anna tira fuori dalla sua borsa di Mary Poppins una specie di paracadute rotondo, formato da diversi spicchi di tessuto in colori primari.
Si utilizza in diversi modi: i bambini si siedono al centro e gli adulti ne sollevano i bordi ruotandolo e cantando; così è come se venissero “accarezzati” dalla musica e dal movimento, oppure gli adulti lo tengono sollevato e i bambini stanno sotto di esso, poi a seconda delle note che si cantano si solleva o si abbassa il paracadute fino a sfiorare le loro testoline e così via.
Insomma, non c’è mai da annoiarsi. E’ un momento impegnativo per i genitori, non bisogna pensare che si va lì per rilassarsi. Bisogna avere concentrazione per seguire il gruppo affinché il bambino possa trarre il massimo giovamento da tutto questo.
Però, come in ogni cosa, i frutti che si colgono da questa semina sono qualcosa di straordinario.

Se volete approfondire, se mi sono dimenticata di trattare qualcosa di vostro interesse, scrivetemi pure, lasciate un commento che cerco di riprendere i dettagli di questo bellissimo corso.
– FINE –

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